Parlamento dell' Andalusia

 Traduzione automatica del testo tratto dal sito della FEN

 

soluzione Non Di Legge Presentata In 2003 Al Parlamento Dell'Andalusia Situazione Legale Del  NATURISMO/NUDISMO In Spagna

Introduzione

La Libertà continua ad essere l'idea più radicale che ha l'essere umano. A partire dal cambiamento di legislazione che suppose la transizione della dittatura ad un sistema democratico, si mantengono come valori fondamentali di convivenza l'uguaglianza di diritti e non la discriminazione per ragioni morali, di credenze e di idee tra altre. Il grado in che si ottiene il rispetto ai diritti di tutti i cittadini ci dà la misura della salute democratica nella quale siamo immersi nella nostra società. In questo senso, bisogna rispettare sempre le decisioni maggioritarie, ma le maggioranze non sono l'unico riferimento valido di un sistema democratico. Queste maggioranze devono essere conseguenti con le sue proprie decisioni e devono rispettare i diritti di tutti, nella sua presa di decisioni, considerando queste opinioni minoritarie come una fonte culturale di ricchezza e scambio. Su questo tema, già in 1820 Jefferson diceva: "Tenete in conto questo sacro principio: che benché la volontà della maggioranza debba prevalere in tutti i casi, tale volontà, per essere giusta, deve essere ragionevole; che la minoranza possiede uguali diritti che devono proteggere leggi eque, e che violarli costituirebbe oppressione." Ed anche: "non so di nessun depositario dei poteri ultimi della società bensì lo stesso paese; e se pensiamo che non è la cosa abbastanza istruita per esercitare il suo proprio controllo con intera discrezione, il rimedio non è infiammarsilo, bensì informare la sua discrezione per mezza dell'educazione", Jefferson a W. Jarvis, 1820. Il fatto che tutti abbiamo gli stessi diritti significa che non devono prevalere quelli di alcuni busta quelli di altri, ma deve cercare il modo di convivere della migliore maniera possibile, condividendo tutti un stesso spazio nel quale si rispetti la diversità che suppone l'esistenza di un ampio collettivo, formato per una pluralità di manifestazioni diverse. Questo è lo spirito che deve servire da guida per mantenerci lontano da cadere nell'oppressione. L'attrezzo per ottenerlo è l'educazione, consapevolizzando alla popolazione, che il rispetto alle diverse opinioni degli altri, è quello che ci garantisce una convivenza pacifica ed armoniosa.

Su Il Nudismo È, il nudismo, una pratica di accettazione crescente nel nostro ambiente. Sebbene tanto nello Stato Spagnolo come nella CC.AA. dell'Andalusia è ancora una pratica qualcosa minoritaria, nel resto dell'Europa è fortemente radicata, esistendo una proporzione della popolazione molto significativa che realizza questa pratica. Secondo riferimenti non contrastati ci sono specialmente paesi che possono girare intorno al 20 percento di popolazione apprendista di nudismo, in Europa, nella quale stiamo e desideriamo integrarci più ciascuno giorno. Benché non si disporsi di una statistica affidabile, tanto nello Stato Spagnolo come in Andalusia si arriva dubbiosamente al 2 percento di persone che lo pratichino. Paradossalmente, la legislazione esistente attualmente nel nostro ambiente è una delle più aperte, se non la più aperta che conosciamo a questo rispetto, dato che come constatò il Difensore del Paese andaluso non c'è base legale per impedire a qualcuno di essere nudo in qualunque spiaggia", dichiarazioni ad ABC di Siviglia del 28 di agosto di 2003, o il difensore del paese basco nella sua raccomandazione 33/2001, di 1 di ottobre "da un punto di vista legale, l'ordinamento giuridico non penalizza la pratica del nudismo in spazi pubblici", lasciando in questo modo manifesta la legalità della pratica del nudo in qualunque spazio pubblico. Ma questo non è ostacolo affinché da istituzioni pubbliche si mettano intoppi a questa pratica basandosi su criteri morali, di una forma apertamente illegale, attentando a diritti fondamentali. In questo senso, ricordiamo che da 1978 ci troviamo in un sistema giuridico aconfessionale, nel che ha capacità ogni tipo di morale finché non attenta a nessun bene pubblico. Ed in questa linea è di emergere che nessuno ha arguito che la pratica del nudismo attenti a nessun bene pubblico, bensì semplicemente che può ferire i sentimenti di cautela, morigeratezza e decenza" di alcuni cittadini, dimenticando che anche la pratica del nudismo implica una determinata moralità nella quale il nudo ha un spazio dentro la convivenza tra le persone. E questa moralità del nudista è tanto rispettabile come quella di quello quale decide di sentirsi offeso per il nudo altrui. L'imporre la moralità di uno su quella di altro basandosi in cui una è maggioritaria, sarebbe cadere nell'oppressione e nella discriminazione. È di emergere che dovuto all'educazione e moralità ricevute in eredità per gran parte della nostra società, si dà un'assimilazione incosciente, da parte di alcuni, del nudo con le pratiche sessuali. In questo senso, l'attuale codice penale espressa nel Libro II: Delitti e le sue pene, Titolo VIII: Delitti contro la libertà sessuale, Capitolo IV: Dei delitti di esibizionismo e provocazione sessuale, Articolo 185: Quello che eseguirò o hiciere eseguire ad altri atti di esibizione oscena davanti a minori di età o incapaci sarà punito con la pena di multa da tre a dieci mesi. La combinazione di entrambi i fatti, invita a che abbia chi cada in qualificare il nudismo come "esibizione oscena", e data questa qualificazione che è raccolta in detto articolo 185, si qualifichi già questa attività come illegale. Ma chi così lo faccia sta dimenticando che l'esibizione oscena qui contemplata non si riferisce a che basti che qualcuno qualifichi un nudo come esibizione oscena affinché già sia costitutivo di delitto, ma indipendentemente che esista o non denudo, qui stiamo parlando di delitti di esibizionismo e provocazione sessuale. Deve c'essere volontà di eccitarsi o di eccitare sessualmente a terzi nella "esibizione oscena" che si realizzi, affinché possa considerarsi tale esibizione dentro questo articolo. E questa esibizione criminale può realizzarsi tanto con vestiti come senza vestiti. Se non teniamo questo in conto, la semplice esibizione di gioielli o di beni di lusso potrebbe considerarsi come "esibizione oscena" da parte di una certa proporzione della popolazione, e conseguentemente entrerebbero dentro l'ambito di questo articolo del codice penale. Questo è assurdo. Il semplice buonsenso c'indica che un nudista che va alla spiaggia al campo o qualunque spazio pubblico a prendere il sole o a passeggiare, e ferma ciò si denuda, come per lui è logico e naturale, non sta avendo in nessuna modo volontà di eccitarsi sessualmente egli stesso o di eccitare sessualmente a terzi. In questo modo, cercare di includere al nudismo nell'ambito di questo articolo del codice penale, è solo indicativo dei pregiudizi e della scarsità di riflessione di quello che lo tenta. Non c'è dubbio che c'è gente alla quale la contemplazione del nudo altrui possa disturbare, della stessa forma che c'è neanche dubbio che c'è gente che si disturba contemplando le abitudini religiose, o contemplando gente con differente colore di pelle che passeggia al suo fianco. Per ciò, della stessa forma che si è educato e consapevolizzato alla popolazione contro la xenofobia, per la convivenza tra distinte credenze religiose, per il no discriminazione della donna, per la solidarietà coi bisognosi, etc. è raccomandabile che dalle istituzioni pubbliche si consapevolizzi sul rispetto al nudo, e della convivenza tra nudisti e gente che non lo è. Un nudista è cosciente che un terzo ha tanto diritto a che egli si visto, come egli ha a che quello terzo si denudi, questo è, nessuno. Dentro i diritti fondamentali drappeggi per la legge troviamo il diritto alla propria immagine, in modo che ognuno può offrire l'immagine che desideri gli altri, ed egli è solo chi per determinare quale quell'immagine deve essere. Quello che si ricordi periodicamente alle Amministrazioni questo diritto ad esercitare liberamente il nudo, e quello che li sia sollecitati a sopprimere tutti quelli bandi ed articoli obsoleti secondo la legislazione attuale che suppongono alcune barriere illegali alla pratica del nudo, come ad informare alla popolazione della legalità del nudo ed a ricorrere alla convivenza nel mutuo rispetto sarebbe un positivo lavoro per l'educazione e consapevolezza della cittadinanza e delle proprie Amministrazioni pubbliche.

Diritti Fondamentale Implicata Parte: Principi Basilare Titolo: Preliminare Articolo nº: 009 1. I cittadini ed i poteri pubblici sono soggetti alla Costituzione ed il resto dell'ordinamento giuridico. 2. Corrisponde ai poteri pubblici promuovere le condizioni affinché la libertà e l'uguaglianza dell'individuo e dei gruppi in cui si integra siano reali ed effettive; rimuovere gli ostacoli che ostacolino od ostacolino la sua pienezza e facilitare la partecipazione di tutti i cittadini nella vita politica, economica, culturale e sociale. 3. La Costituzione garantisce il principio di legalità, la gerarchia normativa, la pubblicità delle norme, l'irretroactividad delle disposizioni sanzionatrici non favorevoli o restrittive di diritti individuali, la sicurezza giuridica, la responsabilità e l'interdizione dell'arbitrio dei poteri pubblici. Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Articolo nº: 010 1. La dignità della persona, i diritti inviolabili che gli sono inerenti, il libero sviluppo della personalità, il rispetto alla legge ed i diritti degli altri sono fondamento dell'ordine politico e della pace sociale. Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Articolo nº: 014 Gli spagnoli sono uguali davanti alla legge, senza che possa prevalere discriminazione alcuna per ragione di nascita, razza, sesso, religione, opinione o qualunque altra condizione o circostanza personale o sociale. Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Sezione: Prima: Di I Diritti Fondamentali E Di Le Libertà Pubblico Articolo nº: 016 1. Si garantisce la libertà ideologica, religiosa e di culto degli individui e le comunità senza più limitazione, nelle sue manifestazioni, che la necessaria per il mantenimento dell'ordine pubblico protetto per la legge. 2. Nessuno potrà essere obbligato a dichiarare sulla sua ideologia, religione o credenze. Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Sezione: Prima: Di I Diritti Fondamentali E Di Le Libertà Pubblico Articolo nº: 017 1. Ogni persona ha diritto alla libertà e la sicurezza. Nessuno può essere privato della sua libertà, bensì con l'osservanza della cosa stabilita in questo articolo e nei casi e nella forma previsti nella legge. Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Sezione: Prima: Di I Diritti Fondamentali E Di Le Libertà Pubblico Articolo nº: 018 1. Si garantisce il fatto all'onore, all'intimità personale e familiare e la propria immagine. Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Sezione: Prima: Di I Diritti Fondamentali E Di Le Libertà Pubblico Articolo nº: 019 Gli spagnoli hanno diritto a scegliere liberamente la sua residenza ed a circolare per il territorio nazionale.

Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Sezione: Prima: Di I Diritti Fondamentali E Di Le Libertà Pubblico Articolo nº: 020 1. Si riconoscono e proteggono i diritti: a, Ad esprimere e diffondere liberamente i pensieri, idee ed opinioni mediante la parola, lo scritto o qualunque altro mezzo di riproduzione. b, Alla produzione e creazione letteraria, artistica, scienziata e tecnica. c, Alla libertà di cattedra. d, A comunicare o ricevere liberamente informazione verace per qualunque mezzo di diffusione. La legge regolerà il diritto alla clausola di coscienza ed il segreto professionale nell'esercizio di queste libertà. 2. L'esercizio di questi diritti non può restringersi mediante nessun tipo di censura previa. 3. La legge regolerà l'organizzazione ed il controllo parlamentare dei mezzi di comunicazione sociali dipendenti dello Stato o di qualunque ente pubblico e garantirà l'accesso a detti mezzi dei gruppi sociali e politici significativi, rispettando il pluralismo della società e delle diverse lingue della Spagna. 4. Queste libertà hanno il suo limite nel rispetto ai diritti riconoscenti in questo Titolo, nei precetti delle leggi che lo sviluppino e, specialmente nel diritto all'onore, all'intimità, alla propria immagine e la protezione della gioventù e dell'infanzia.

Parte: Diritti Fondamentali E Regolazione Del Suo Esercizio Titolo: I: Di I Diritti E Doveri Fondamentale Capitolo: Secondo: Diritti E Libertà Sezione: Prima: Di I Diritti Fondamentali E Di Le Libertà Pubblico Articolo nº: 025 1. Nessuno può essere condannato o sanzionato per azioni od omissioni che nel momento di prodursisi non costituiscano delitto, manca o infrazione amministrativa, secondo la legislazione vigente in quello momento.

PROPOSTA NON DI LEGGE SU IL DIRITTO AL NUDO E LA SOPPRESSIONE DI BARRIERE PER LA SUA PRATICA

Per tutto lui anteriormente commentato, A.N.N.A - Associazione Naturista-nudista dell'Andalusia, sollecita al Governo Andaluso ad approvare non una Proposta di Legge nei seguenti termini: A Che il Governo Andaluso riconosca che tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e libertà e che ogni persona può esercitarli, senza imporrli, purché stiano dentro la Legge. B Che il Governo Andaluso constati, davanti a tutte le Amministrazioni competenti, la depenalizzazione totale del nudo, ed il riconoscimento della libertà dell'essere umano alla nudità, insieme a solleciti alle stesse ad adottare le iniziative, dosate e misure necessarie per sopprimere gli ostacoli regolamentari che ostacolino la pratica del nudismo. C Che il Governo Andaluso studi coi municipi interessati ed in collaborazione con le associazioni rappresentative del naturismo in Andalusia lo stabilimento di possibili misure di discriminazione positiva che permettano di accordare orari in installazioni sportive municipali col fine di facilitare la pratica sportivo e ricreativo naturista in Andalusia. D Che il Governo Andaluso solleciti al Consiglio di Governo a studiare la viabilità e la possibile utilizzazione del potenziale di crescita del turismo naturista, col fine di trasformarlo in un fattore per lo sviluppo regionale di zone depresse che conservano ancora il suo ambiente naturale, mediante attività di ozio integrate e rispettose col mezzo

Note: L'Associazione Naturista-nudista dell'Andalusia, A.N.N.A, appartiene alla Federazione Spagnola di Naturismo, F.E.N, che raggruppa a 15 associazioni distribuite per tutto il territorio nazionale. La F.E.N, www.naturismo.org, è integrato nella Federazione Naturista Internazionale, I.N.F, che raggruppa a federazioni di 32 paesi con un totale di più di 300.000 persone federate, e che nell'anno 2003 celebrò il suo 50 compleanno. Le autonomie Catalana, Decreto Non di Legge 245/V del Parlamento della Catalogna, di 2-1997, e Madrilena, Risoluzione non di Legge 56/97 R.7518, contano già Non su Risoluzioni di Legge per stimolare il rispetto e lo sviluppo del Naturismo che l'INF definisce da 1974 come "una forma di vivere in armonia con la natura, caratterizzata per la pratica del nudo in comune, con la finalità di favorire il rispetto ad uno stesso, agli altri e l'ecosistema." Si tratta marcatamente di un movimento familiare ed educativo.

Testo  originale  tratto dal sito ufficiale della Federazione Naturista spagnola (FEN)

RESOLUCION NO DE LEY PRESENTADA EN 2003 AL PARLAMENTO DE ANDALUCÍA
SITUACIÓN LEGAL DEL NATURISMO/NUDISMO EN ESPAÑA

INTRODUCCIÓN
La Libertad sigue siendo la idea más radical que tiene el ser humano.
A partir del cambio de legislación que supuso la transición de la dictadura a un sistema democrático, se mantienen como valores fundamentales de convivencia la igualdad de derechos y la no discriminación por razones morales, de creencias y de ideas entre otras.
El grado en que se consigue el respeto a los derechos de todos los ciudadanos nos da la medida de la salud democrática en la que estamos inmersos en nuestra sociedad.
En este sentido, hay que respetar siempre las decisiones mayoritarias, pero las mayorías no son la única referencia válida de un sistema democrático. Estas mayorías deben ser consecuentes con sus propias decisiones y deben respetar los derechos de todos, en su toma de decisiones, considerando estas opiniones minoritarias como una fuente cultural de riqueza e intercambio.
Sobre este tema, ya en 1820 Jefferson decía: “Tened en cuenta este sagrado principio: que aunque la voluntad de la mayoría ha de prevalecer en todos los casos, tal voluntad, para ser justa, debe ser razonable; que la minoría posee parejos derechos, que deben proteger leyes equitativas, y que violarlos constituiría opresión”. Y también: “No sé de ningún depositario de los poderes últimos de la sociedad sino el mismo pueblo; y si pensamos que no está lo bastante ilustrado para ejercer su propio control con entera discreción, el remedio no es arrebatárselo, sino informar su discreción por medio de la educación” (Jefferson a W. Jarvis, 1820).
El hecho de que todos tengamos los mismos derechos significa que no deben prevalecer los de unos sobre los de otros, sino que se ha de buscar el modo de convivir de la mejor manera posible, compartiendo todos un mismo espacio en el que se respete la diversidad que supone la existencia de un amplio colectivo, formado por una pluralidad de manifestaciones diversas. Este es el espíritu que ha de servir de guía para mantenernos lejos de caer en la opresión.
La herramienta para conseguirlo es la educación, concienciando a la población, que el respeto a las diversas opiniones de los demás, es lo que nos garantiza una convivencia pacífica y armoniosa.

SOBRE EL NUDISMO
Es, el nudismo, una práctica de aceptación creciente en nuestro entorno.
Si bien tanto en el Estado Español como en la CC.AA. de Andalucía es una práctica todavía algo minoritaria, en el resto de Europa está fuertemente arraigada, existiendo una proporción de la población muy significativa que realiza esta práctica.
Según referencias no contrastadas hay países que pueden rondar el 20% de población practicante de nudismo, especialmente en Europa, en la que estamos y deseamos integrarnos más cada día.
Aunque no se dispone de una estadística fiable, tanto en el Estado Español como en Andalucía dudosamente se llega al 2% de personas que lo practiquen.
Paradójicamente, la legislación existente en la actualidad en nuestro entorno es una de las más abiertas, si no la más abierta que conocemos a este respecto, dado que como constató el Defensor del Pueblo andaluz “no hay base legal para impedir a alguien estar desnudo en cualquier playa” (declaraciones a ABC de Sevilla del 28 de agosto de 2003), o el defensor del pueblo vasco en su recomendación 33/2001, de 1 de octubre “desde un punto de vista legal, el ordenamiento jurídico no penaliza la práctica del nudismo en espacios públicos”, dejando de esta forma manifiesta la legalidad de la práctica del desnudo en cualquier espacio público.
Pero esto no es obstáculo para que desde instituciones públicas se pongan trabas a esta práctica basándose en criterios morales, de una forma manifiestamente ilegal, atentando contra derechos fundamentales.
En este sentido, recordamos que desde 1978 nos encontramos en un sistema jurídico aconfesional, en el que tiene cabida todo tipo de moral mientras no atente contra ningún bien público.
Y en esta línea es de destacar que nadie ha argüido que la práctica del nudismo atente contra ningún bien público, sino simplemente que “puede herir los sentimientos de recato, morigeración y decencia” de algunos ciudadanos, olvidando que la práctica del nudismo también implica una determinada moralidad en la que el desnudo tiene un espacio dentro de la convivencia entre las personas. Y esta moralidad del nudista es tan respetable como la de aquel que decide sentirse ofendido por el desnudo ajeno. El imponer la moralidad de uno sobre la de otro basándose en que una es mayoritaria, sería caer en la opresión y en la discriminación.
Es de destacar, que debido a la educación y moralidad recibidas en herencia por gran parte de nuestra sociedad, se da una asimilación inconsciente, por parte de algunos, del desnudo con las prácticas sexuales.
En este sentido, el actual código penal expresa en el Libro II: Delitos y sus penas, Título VIII: Delitos contra la libertad sexual, Capítulo IV: De los delitos de exhibicionismo y provocación sexual, Artículo 185: El que ejecutare o hiciere ejecutar a otros actos de exhibición obscena ante menores de edad o incapaces será castigado con la pena de multa de tres a diez meses.
La combinación de ambos hechos, invita a que haya quien caiga en calificar el nudismo como “exhibición obscena”, y dada esta calificación, que es recogida en dicho artículo 185, ya se califique esta actividad como ilegal.
Pero quien así lo haga está olvidando que la exhibición obscena aquí contemplada no se refiere a que baste que alguien califique un desnudo como exhibición obscena para que ya sea constitutivo de delito, sino que independientemente de que exista o no desnudo, aquí estamos hablando de delitos de exhibicionismo y provocación sexual.
Tiene que haber voluntad de excitarse o de excitar sexualmente a terceros en la “exhibición obscena” que se realice, para que pueda considerarse tal exhibición dentro de este artículo. Y esta exhibición delictiva puede realizarse tanto con ropa como sin ropa.
Si no tenemos esto en cuenta, la simple exhibición de joyas o de bienes de lujo podría considerarse como “exhibición obscena” por parte de cierta proporción de la población, y consecuentemente entrarían dentro del ámbito de este artículo del código penal. Esto es absurdo.
El simple sentido común nos indica que un nudista que va a la playa al campo o a cualquier espacio público a tomar el sol o a pasear, y para ello se desnuda, como para él es lógico y natural, no está teniendo en ningún modo voluntad de excitarse sexualmente él mismo o de excitar sexualmente a terceros.
De esta forma, intentar incluir al nudismo en el ámbito de este artículo del código penal, sólo es indicativo de los prejuicios y de la escasez de reflexión de aquel que lo intenta.
No cabe duda de que hay gente a la que la contemplación del desnudo ajeno pueda molestar, de la misma forma que tampoco cabe duda de que hay gente que se molesta al contemplar los hábitos religiosos, o al contemplar gente con diferente color de piel que pasea a su lado.
Por ello, de la misma forma que se ha educado y concienciado a la población en contra de la xenofobia, por la convivencia entre distintas creencias religiosas, por la no discriminación de la mujer, por la solidaridad con los necesitados, etc. es recomendable que desde las instituciones públicas se conciencie sobre el respeto al desnudo, y de la convivencia entre nudistas y gente que no lo es.
Un nudista es consciente de que un tercero tiene tanto derecho a que él se vista, como él tiene a que ese tercero se desnude, esto es, ninguno.
Dentro de los derechos fundamentales recogidos por la ley encontramos el derecho a la propia imagen, de forma que cada cual puede ofrecer la imagen que desee a los demás, y sólo él es quien para determinar cuál debe ser esa imagen.
El que periódicamente se recuerde a las Administraciones este derecho a ejercer libremente el desnudo, y el que se les inste a suprimir todos aquellos bandos y artículos obsoletos según la legislación actual, que suponen unas barreras ilegales a la práctica del desnudo, así como a informar a la población de la legalidad del desnudo y a apelar a la convivencia en el mutuo respeto sería una positiva labor por la educación y concienciación de la ciudadanía y de las propias Administraciones públicas.

DERECHOS FUNDAMENTALES IMPLICADOS
PARTE: PRINCIPIOS BASICOS
Título: PRELIMINAR
Artículo nº: 009
1. Los ciudadanos y los poderes públicos están sujetos a la Constitución y al resto del ordenamiento jurídico.
2. Corresponde a los poderes públicos promover las condiciones para que la libertad y la igualdad del individuo y de los grupos en que se integra sean reales y efectivas; remover los obstáculos que impidan o dificulten su plenitud y facilitar la participación de todos los ciudadanos en la vida política, económica, cultural y social.
3. La Constitución garantiza el principio de legalidad, la jerarquía normativa, la publicidad de las normas, la irretroactividad de las disposiciones sancionadoras no favorables o restrictivas de derechos individuales, la seguridad jurídica, la responsabilidad y la interdicción de la arbitrariedad de los poderes públicos.
PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Artículo nº: 010
1. La dignidad de la persona, los derechos inviolables que le son inherentes, el libre desarrollo de la personalidad, el respeto a la ley y a los derechos de los demás son fundamento del orden político y de la paz social.
PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Artículo nº: 014
Los españoles son iguales ante la ley, sin que pueda prevalecer discriminación alguna por razón de nacimiento, raza, sexo, religión, opinión o cualquier otra condición o circunstancia personal o social.
PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Sección: PRIMERA: DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES Y DE LAS LIBERTADES PÚBLICAS
Artículo nº: 016
1. Se garantiza la libertad ideológica, religiosa y de culto de los individuos y las comunidades sin más limitación, en sus manifestaciones, que la necesaria para el mantenimiento del orden público protegido por la ley.
2. Nadie podrá ser obligado a declarar sobre su ideología, religión o creencias.
PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Sección: PRIMERA: DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES Y DE LAS LIBERTADES PÚBLICAS
Artículo nº: 017
1. Toda persona tiene derecho a la libertad y a la seguridad. Nadie puede ser privado de su libertad, sino con la observancia de lo establecido en este artículo y en los casos y en la forma previstos en la ley.
PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Sección: PRIMERA: DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES Y DE LAS LIBERTADES PÚBLICAS
Artículo nº: 018
1. Se garantiza el hecho al honor, a la intimidad personal y familiar y a la propia imagen.
PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Sección: PRIMERA: DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES Y DE LAS LIBERTADES PÚBLICAS
Artículo nº: 019
Los españoles tienen derecho a elegir libremente su residencia y a circular por el territorio nacional.

PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Sección: PRIMERA: DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES Y DE LAS LIBERTADES PÚBLICAS
Artículo nº: 020
1. Se reconocen y protegen los derechos:
a) A expresar y difundir libremente los pensamientos, ideas y opiniones mediante la palabra, el escrito o cualquier otro medio de reproducción.
b) A la producción y creación literaria, artística, científica y técnica.
c) A la libertad de cátedra.
d) A comunicar o recibir libremente información veraz por cualquier medio de difusión. La ley regulará el derecho a la cláusula de conciencia y al secreto profesional en el ejercicio de estas libertades.
2. El ejercicio de estos derechos no puede restringirse mediante ningún tipo de censura previa.
3. La ley regulará la organización y el control parlamentario de los medios de comunicación social dependientes del Estado o de cualquier ente público y garantizará el acceso a dichos medios de los grupos sociales y políticos significativos, respetando el pluralismo de la sociedad y de las diversas lenguas de España.
4. Estas libertades tienen su límite en el respeto a los derechos reconocidos en este Título, en los preceptos de las leyes que lo desarrollen y, especialmente en el derecho al honor, a la intimidad, a la propia imagen y a la protección de la juventud y de la infancia.

PARTE: DERECHOS FUNDAMENTALES Y REGULACION DE SU EJERCICIO
Título: I: DE LOS DERECHOS Y DEBERES FUNDAMENTALES
Capítulo: SEGUNDO: DERECHOS Y LIBERTADES
Sección: PRIMERA: DE LOS DERECHOS FUNDAMENTALES Y DE LAS LIBERTADES PÚBLICAS
Artículo nº: 025
1. Nadie puede ser condenado o sancionado por acciones u omisiones que en el momento de producirse no constituyan delito, falta o infracción administrativa, según la legislación vigente en aquel momento.
 

PROPOSICIÓN NO DE LEY SOBRE EL DERECHO AL DESNUDO Y LA SUPRESIÓN DE BARRERAS PARA SU PRÁCTICA

Por todo lo anteriormente comentado, A.N.N.A.- Asociación Naturista-Nudista de Andalucía, insta al Gobierno Andaluz a aprobar una Proposición no de Ley en los siguientes términos:
A) Que el Gobierno Andaluz reconozca que todos los ciudadanos tienen los mismos derechos y libertades y que cada persona puede ejercerlos, sin imponerlos, siempre que estén dentro de la Ley.
B) Que el Gobierno Andaluz constate, ante todas las Administraciones competentes, la despenalización total del desnudo, y el reconocimiento de la libertad del ser humano a la desnudez, a la vez que inste a las mismas a adoptar las iniciativas, medidas y mesuras necesarias para suprimir los obstáculos reglamentarios que impidan la práctica del nudismo.
C) Que el Gobierno Andaluz estudie con los ayuntamientos interesados y en colaboración con las asociaciones representativas del naturismo en Andalucía el establecimiento de posibles medidas de discriminación positiva que permitan acordar horarios en instalaciones deportivas municipales con el fin de facilitar la práctica deportiva y recreativa naturista en Andalucía.
D) Que el Gobierno Andaluz inste al Consejo de Gobierno a estudiar la viabilidad y el posible aprovechamiento del potencial de crecimiento del turismo naturista, con el fin de convertirlo en un factor para el desarrollo regional de zonas deprimidas que aún conservan su entorno natural, mediante actividades de ocio integradas y respetuosas con el medio

 

NOTAS:
La Asociación Naturista-Nudista de Andalucía, A.N.N.A., pertenece a la Federación Española de Naturismo, F.E.N., que agrupa a 15 asociaciones distribuidas por todo el territorio nacional.
La F.E.N. (www.naturismo.org) está integrada en la Federación Naturista Internacional, I.N.F., que agrupa a federaciones de 32 países con un total de más de 300.000 personas federadas, y que en el año 2003 celebró su 50 cumpleaños.
Las autonomías Catalana (Decreto No de Ley 245/V del Parlamento de Cataluña, de 2-1997) y Madrileña (Resolución no de Ley 56/97 R.7518) ya cuentan con Resoluciones No de Ley para estimular el respeto y el desarrollo del Naturismo que la INF define desde 1974 como “una forma de vivir en armonía con la naturaleza, caracterizada por la práctica del desnudo en común, con la finalidad de favorecer el respeto a uno mismo, a los demás y al medio ambiente”. Se trata de un movimiento marcadamente familiar y educativo.

 

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