Tranquilli...
non ho nessuna intenzione di annoiarvi con una lunga trattazione
teorica sul significato del termine naturismo. Quello che farò, con
queste poche righe, è semplicemente un annuncio riguardante la fine di
ECO.NAT ed alcune considerazioni personali sulle vicende degli ultimi
anni.
Sabato 27 ottobre
si è svolta l’assemblea di ECO.NAT durante la quale, in qualità di
presidente, ho dichiarato conclusa l’esperienza della nostra
associazione.
Ricordo
brevemente che ECO.NAT (Ecologisti Naturisti) era nata per
riappropriarsi di quelle tematiche originali del naturismo che le
associazioni moderne sembravano aver dimenticato, quali l’ambiente e la
sua salvaguardia, la medicina e l'alimentazione naturale.
Pensavamo,
con la fondazione di ECO.NAT., di dare un contenitore ai naturisti
della Lombardia nel quale ritrovarsi e organizzare insieme delle
iniziative al di là delle solite sigle (Uni, Anita, Anei) che
generavano sterili rivalità e divisioni.
Queste
belle intenzioni si sono scontrate (e frantumate) nell’impatto con una
realtà che ormai si dirigeva in modo deciso in una direzione totalmente
diversa.
Purtroppo negli
ultimi anni si è svolto anche in Italia, come in Francia, lo scontro
tra le associazioni (portatrici e promotrici di valori naturisti) e i
centri naturisti (portatori solamente degli interessi commerciali dei
rispettivi proprietari).
Come
potete facilmente immaginare il risultato è apparso scontato fin
dall'inizio, non solo perchè gli interessi materiali hanno quasi sempre
la meglio sui valori, ma anche perchè molte menti eccelse del naturismo
italiano non hanno ancora oggi capito qual'è la reale posta in gioco.
All’interno
di ogni tragedia però si nasconde quasi sempre una farsa. In questa
battaglia “epocale” tra Associazioni e Centri naturisti, la farsa è
rappresentata dal fatto che il presidente della “maggiore” Associazione
naturista italiana e della FENAIT era, ed è tuttora, anche proprietario
del più importante e strutturato centro naturista. Di conseguenza il
contrasto è avvenuto in massima parte all’interno di una sola persona.
Conoscendola, possiamo immaginare a quali “terribili sofferenze” sia
stata sottoposta quando ha dovuto scegliere tra i due interessi
contrapposti.
La
nostra associazione si è battuta senza successo per evitare che lo
scontro si risolvesse a favore dei Centri, infatti ECO.NAT, ANER e
ASSONATURA, fondando la CONAIT (Confederazione Naturista Italiana),
circa tre anni fa hanno denunciato tale farsa facendo vacillare, per un
attimo, la poltrona del presidente-imprenditore. Se in quel momento ci
fosse stata unità tra le Associazioni forse oggi il panorama naturista
sarebbe diverso. E’ triste anche ricordare che in quel momento cruciale
l’Anita e l’Uni-Lazio, rimanendo nella FENAIT (dove tuttora rimangono)
gli hanno fornito quella stampella e quella legittimazione necessaria
che hanno contribuito a tenerlo in piedi.
Signor
presidente-imprenditore la partita è chiusa, a questo punto non posso
che riconoscere la bravura, l’astuzia e la tenacia con cui Lei ha
portato avanti e attuato il suo progetto di una vita. E’ riuscito a
vincere tutte le Sue battaglie ed a sbaragliare tutti i Suoi avversari.
Conoscendolo, sono convinto che Lei non abbia esitato un istante
neppure quando tra i suoi avversari è comparso, a sbarrarle la strada,
il Naturismo.
Comunque Lei ha vinto
ed è questo quello che conta. Spero che dopo il riconoscimento sincero
della Sua vittoria, Lei voglia permettermi un consiglio: non si
nasconda dietro a ideologie che non esistono più (grazie anche a Lei),
per favore... lo chiami semplicemente “nudismo”. Il nudismo esiste, è
vivo ed è reale esattamente come il reddito che le procura.
Restituiamo il giusto significato alle parole, il centro di cui Lei è
proprietario chiamiamolo “nudista”, così come sono centri “nudisti”
quelli dei Suoi amici che La sostengono con tanto entusiasmo. Le
Associazioni fittizie create per fare girare meglio il business
all’interno, o in appoggio, dei centri nudisti che gestite, per
favore... chiamatele anch’esse nudiste.
Sono
convinto che ci sia più naturismo nelle iniziative di una qualsiasi
associazione ambientalista di quanto se ne possa trovare in tutti i
vostri centri messi assieme.
Nicolò Spinicchia.
MMilano, 28/10/2007